Cosa bolle in pentola

Cosa bolle in pentola

Cosa bolle in pentola, ovvero come prosegue il cammino de Il mago Tre-Pi (di Lilith Moscon, illustrazioni di Marta Pantaleo)?

Questa primavera si prospetta ricca di appuntamenti e di incontri interessanti che porteranno la carrozza del Mago in giro per l’Italia. Ecco qualche data da segnare:

23 marzo: Vi ricordate il progetto “In viaggio verso Secondigliano?” Abbiamo destinato una parte dei fondi raccolti durante la campagna di crowdfunding per far arrivare Il mago Tre-Pi all’istituto Savio Alfieri di Secondigliano. Mercoledì 23 marzo incontreremo i docenti della scuola e con loro inizieremo un percorso di confronto e formazione sull’importanza di una “educazione accessibile”. Alcune classi dell’istituto insieme ai loro docenti avvieranno un percorso di lettura e teatralizzazione del Mago;

 

 

26-29 marzo: saremo presenti al http://bolognachildrensbookfair.com/home/878.html. Non avremo un nostro stand ma vi aggiorneremo su tutti gli incontri che faremo e, vi annunceremo qualche novità;) Se volete incontrarci scriveteci sulla nostra pagina Facebook: Telos edizioni https://www.facebook.com/telosedizioni/;

 

 

7 aprile: saremo ospiti dell’AID sezione Roma all’interno di una mattinata dedicata ai genitori per presentare il nostro progetto editoriale;

 

12-13 aprile: saremo ospiti del Ce.S.I.S. https://www.unimol.it/ricerca/centri/ce-s-i-s/ “Museo della scuola” dell’Università del Molise per due stimolanti giornate all’insegna della riflessione su “Il mago Tre-Pi” e sull’importanza della figura di Giuseppe Pitrè nel panorama letterario italiano. Seguirà un laboratorio dedicato alle scuole;

 

2 maggio: saremo ospiti dell’associazione culturale promotrice dell’evento “Leggimi una storia” http://www.leggimiunastoria.it. Insieme saliremo sulla carrozza ambulante del “mago Tre-Pi” e arriveremo all’Istituto Comprensivo Giaracà di Siracusa dove presenteremo il progetto editoriale e faremo tornare Giuseppe Pitrè a casa, in Sicilia;

3 maggio: saremo ospiti dell’ AID sezione Catania, dove ci confronteremo sui temi “Educazione e accessibilità” e sui nuovi interrogativi posti da questi temi;

 

10-14 maggio: saremo presenti, con uno stand, al Salone del libro di Torino

 

 

 

Restate con noi perché vi documenteremo ognuna di queste iniziative elencate.

 

Il mago Tre-Pi è una storia importante

Il mago Tre-Pi è una storia importante

La carrozza de Il mago Tre-Pi (di Lilith Moscon, illustrazioni di Marta Pantaleo) viaggia. Il viaggio è la sua dimensione costitutiva. Questa volta ha fatto una sosta in una classe 3° della Scuola Primaria Montessori di Fratte Rosa (PU).

E’ meraviglioso per noi leggere e condividere con voi alcuni commenti di piccoli lettori raccolti  da una maestra attenta. Di seguito il ritorno sulla sua esperienza di lettura de Il mago Tre-Pi con i suoi ragazzi:

” – Quando la maestra ci ha letto la storia, mi sentivo felice e sarei voluto andare in carrozza con lui -, questo è stato uno dei messaggi che un bambino mi ha consegnato quando ho chiesto un feedback sul libro.

Il Mago Tre-Pi è uno di quei libri che come maestra non deve mancare nella mia biblioteca, per due motivi in particolare: perché ha disegnato l’incanto sui volti delle bambine e dei bambini che mi ascoltavano e perché ogni giorno mi chiedevano se avessi letto loro Il Mago Tre-Pi.

Era il viaggio di cui quotidianamente desideravano nutrirsi.

Nicola e Giuseppe, i due personaggi principali de “Il mago Tre-Pi”

Riporto alcuni dei commenti che mi hanno restituito:

– La storia del mago Tre-Pi mi è piaciuta moltissimo perché è una storia fatta con la fantasia -.

Il mago Tre-Pi è il libro che mi è piaciuto di più e il momento più bello era quando in carrozza si raccontavano i pensieri e i sogni -.

Il mago Tre-Pi nella carrozza parlava dei suoi sogni -.

– È stato bellissimo e la parte più bella è stata quando il bambino ha visto il mago Tre-Pi -.

– A me è piaciuto tantissimo il libro e quando ho scoperto che il mago era un fantasma, mi è piaciuto ancora di più -.

– Questo libro mi è piaciuto tanto e dopo che la maestra ha finito di leggerlo in classe, l’ho subito portato a casa e l’ho riletto -.

 

Non solo una bambina, ma molti e molte di loro hanno voluto rileggerlo nuovamente, in una lettura solitaria nella propria casa, forse per raccogliersi in intimità con i propri sogni, perché come ha detto una bambina, – Il mago Tre-Pi è una storia importante -.”

 

 

 

 

 

 

 

 

Telos al PLPL17

Telos al PLPL17

Qualche tempo fa vi abbiamo raccontato di qualche nostra “prima volta”: il primo progetto editoriale, la prima esperienza di realizzazione di un progetto tramite crowdfunding, la prima stampa di un libro. Oggi vi parliamo di un’altra “prima volta”.

Telos edizioni sarà presente, per la prima volta, alla fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi  (http://www.plpl.it) a Roma, dal 6 al 10 dicembre, Piano Forum, stand M 29. Non vediamo letteralmente l’ora di poter sfogliare insieme a voi la copia cartacea de “Il mago Tre-Pi”  (di Lilith Moscon, illustrazioni di Marta Pantaleo) e di poter viaggiare nella versione digitale del libro che sarà presentata in lingua italiana, in attesa del completamento del suo sviluppo nelle altre tre lingue previste (inglese, francese, spagnolo).

Oltre allo stand, due saranno gli eventi in fiera curati da Telos edizioni:

6 dicembre – ore 11 – Sala Vega.

Ripensare la dislessia attraverso la letteratura: “Il mago Tre-Pi” Laboratorio inclusivo per genitori, insegnanti e bambini a partire dal libro “Il Mago Tre-Pi” (di Lilith Moscon, illustrazioni di Marta Pantaleo, Telos edizioni, 2017)

Contenuti del laboratorio. A partire dalla versione cartacea e digitale de “Il mago Tre-Pi” verrà stimolato il seguente argomento: – rapporto tra letteratura, piacere della lettura e accessibilità alla lettura (alta leggibilità) Tutti i partecipanti saranno guidati in un percorso multisensoriale (stimolazione sonora, tattile, visiva) attraverso il quale sperimenteranno e scopriranno le funzionalità della versione cartacea e digitale de “Il mago Tre-Pi”. Il laboratorio sarà condotto da: dott.ssa Fabiana Illiano (psicologo) Ilaria Papiri (docente e tutor DSA) dott.ssa Gioia Santacaterina (neuropsicomotricista dell’età evolutiva)

8 dicembre – ore 16:30 – Spazio ragazzi/area incontri

Presentazione del libro: “Il mago Tre-Pi” (di Lilith Moscon, illustrazioni di Marta Pantaleo, Telos edizioni)

Interverranno: Luana Astore (editrice di Telos edizioni) Lilith Moscon (autrice de “Il mago Tre-Pi”)

L’autrice e l’editrice parleranno della genesi del progetto editoriale, dei principali temi di riflessione toccati nel libro, dei riferimenti letterari fortemente presenti nel testo, della necessità di produrre libri di letteratura accessibili a tutti i tipi di lettori.

Siamo inoltre lieti di annunciarvi che il giorno 6 dicembre dalle ore 13:30 alle ore 15:30 l’illustratrice de “Il mago Tre-Pi” Marta Pantaleo sarà con noi allo stand M29 per firmare e personalizzare le copie de “Il mago Tre-Pi”.

 

Insomma un ghiotto calendario vi attende.

 

Vi aspettiamo, Telos edizioni

Cola Pesce, Pescecola, Nicola

Cola Pesce, Pescecola, Nicola

Vi abbiamo già raccontato che Il mago Tre-Pi, scritto da Lilith Moscon e illustrato da Marta Pantaleo, è un libro ad alta leggibilità in corso di pubblicazione (novembre 2017) per Telos che ha un grande riferimento letterario alle spalle, la figura di Giuseppe Pitré, medico e folklorista siciliano autore di una delle più ricche raccolte di fiabe, racconti, aneddoti, della tradizione popolare orale siciliana. Una delle più celebri storie trascritte da Giuseppe Pitré, è quella di Cola Pesce, mezzo uomo e mezzo pesce, raccontata da molteplici narratori e che possiamo scoprire nelle sue varianti nell’edizione della Donzelli, Giuseppe Pitré, Cola Pesce e altre fiabe e leggende popolari siciliane.

Illustrazione di copertina di “G. Pitré, Cola Pesce e altre fiabe e leggende popolari siciliane”, Donzelli editore, Roma 2016.

 

Abbiamo pensato di trascrivere una versione di Cola Pesce, anzi, in questo caso di Pescecola dell’edizione Donzelli

Di seguito la citazione:

50. Pescecola
Questo Pescecola era uno di Torre Faro, che da bambino non faceva altro che stare in mare a nuotare dalla mattina alla sera, perché gli andava a genio così. Sua madre non faceva altro che rimproverarlo, minacciarlo, sgridarlo, e ogni tanto prenderlo con le buone; ma era tutto inutile. Un giorno, povera donna non potendone più, si voltò e con la rabbia in corpo gli disse: – Che tu possa diventare pesce e non uscire mai più dall’acqua! -. E neanche il tempo di dirlo, il bambino aveva la pelle tale e quale a un pesce squadro e in mezzo alle dita gli era cresciuta una specie di pelle che pareva quella delle zampe d’anatra. Da allora in poi, terra quel bambino non ne vide più, ché la sua terra era diventata il mare, e lui nuotava e si calava sott’acqua meglio di un pesce; per questo lo chiamarono Pescecola, ché di nome faceva Nicola.
Raccolta da mio fratello Antonio dalla bocca di Vito Guardalobene, pescatore.

Anche ne Il mago Tre-Pi di Lilith Moscon vi è un importante riferimento a Cola Pesce. Durante una conversazione tra i due protagonisti delle storia, Giuseppe e Nicola, vi è un raffinato riferimento alla figura di Cola Pesce, all’interno di un’attenta riflessione sulla differenza tra i sogni irrealizzabili e dunque per definizione fallimentari e i sogni che invece hanno un carattere di realizzabilità e che ci portano a costruire la nostra esistenza. Vi mostriamo in anteprima assoluta il Cola Pesce illustrato da Marta Pantaleo.

 

 

Illustrazione di Marta Pantaleo, contenuta ne “Il mago Tre-Pi”, di Lilith Moscon, in prossima pubblicazione (novembre 2017) per Telos edizioni

Gavoi, una periferia del centro

Gavoi, una periferia del centro

di Lilith Moscon

Di ritorno dal festival letterario “Isola delle Storie”, ho pensato ai chilometri percorsi in macchina dall’aeroporto di Cagliari a Gavoi e viceversa. La lontananza rende preziosa ogni mèta e fortifica l’intenzione del viaggiatore. Noi, cavalieri contemporanei, cavalchiamo verso le nostre destinazioni a bordo di aerei, macchine, navi, accorciando la durata dei nostri spostamenti e impoverendoli forse del loro potenziale mitico e iniziatico. Ci spostiamo, non siamo in cammino. Tuttavia anche uno spostamento può venire attraversato da storie, avventure, incontri ordinari e straordinari. La mia avventura è iniziata all’aeroporto di Pisa, aspettando tre ore insieme a Francesco Chiacchio il nostro volo in ritardo. Nei ritardi l’essere umano si svela nei suoi lati più inediti e sinceri: i bambini iniziano a dormire accoccolati su sedie, valigie, o a scorrazzare dappertutto inseguiti dallo sguardo disperato di un genitore. Gli ansiosi cominciano ad attaccare briga e ad alzare il tono della voce. I temperamenti più miti tirano fuori un libro o decidono d’imbastire un aperitivo. I collerici si apprestano a sventolare in aria il loro biglietto chiedendo un rimborso. Arrivati a Cagliari è venuta a prenderci una navetta per portarci a Gavoi, dove siamo arrivati a tarda notte. Gavoi è un paese situato nel cuore della Sardegna: è periferia e centro. Ha la capacità di accogliere e contenere della periferia – al contrario delle nostre città che ormai sono diventate perlopiù inospitali e isteriche – e la qualità di rendere visibile ciò che al suo interno accade, caratteristica propria di ogni centro. Dei giorni di festival serbo parole e riflessioni sparse, battute, scherzi, abbracci, incontri. Tuttavia c’è stato un denominatore comune che è la vita, la vitalità. Penso all’espressione di Valerio Magrelli «vado in giro portando merce cognitiva» e a quella di Gaia Manzini « ci sono esseri portatori sani di vita» che mi sono diligentemente appuntata. Se uniamo il verbo “sapere” al sostantivo “vita”, se facciamo incontrare la merce cognitiva con la vita, ne esce qualcosa di molto simile allo spirito che si è respirato a Gavoi durante il festival. Gli autori hanno portato i loro libri e i loro vissuti, le bibliografie e i segreti. Hanno, compresa la sottoscritta, raccontato alcuni aspetti della loro vita privata sul palco o in uno dei tanti momenti di convivialità organizzati dal festival. Ho in mente la storia di Igiaba Scego bambina e già scrivana per la sua famiglia. Ho davanti agli occhi la sua rinoceronte Clara. Immagino le porzioni di mondo attraversate da Erling Kagge, l’Irlanda di Paul Lynch, il tavolo di Patrizia Rinaldi a Napoli da cui si vede il mare, e via discorrendo. Come scrive Blaise Pascal in Pensieri: «Tra noi e l’inferno o tra noi e il cielo c’è solo la vita, che è la cosa più fragile del mondo». Raccontare la vita anche nelle sue fragilità è stato un altro tratto distintivo dei protagonisti del festival, da cui mi sono congedata piena d’ispirazione. Valerio Magrelli ha definito l’ispirazione come un «entrare in sintonia con un’energia che non ci appartiene». Forse, ma dovrei chiederlo a lui, questa energia appartiene al mondo, al vento, a tutta l’umanità, come le idee, e come le montagne che circondano Gavoi.


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